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| DOVE CI' TROVIAMO |
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1.
INTRODUZIONE Città dell'Italia settentrionale, capoluogo di provincia e della regione Veneto; è situata nel cuore della laguna veneta, nel mar Adriatico, e si distribuisce su un vasto territorio comunale (457 km²) in tre parti distinte: la città storica lagunare, con meno di 72.000 residenti, le isole della laguna (che ne ospitano circa 46.000) e Mestre-Marghera, la città che si estende in terraferma, i cui residenti superano le 180.000 unità. A Porto Marghera sono installati i grandi impianti industriali veneziani (metallurgia, meccanica, chimica di base, petrolchimica), mentre a Mestre hanno rilievo quasi esclusivo le attività terziarie: quelle connesse alle funzioni amministrative e quelle, che di gran lunga prevalgono, legate direttamente o meno al turismo (circa nove milioni e mezzo di presenze all'anno), commercio e artigianato compresi. A determinare una frequentazione turistica tanto imponente della Venezia storica è la sua fama universale di città d'arte fra le più belle in assoluto, ma anche la straordinarietà dell'ambiente, con la presenza condizionante dell'acqua che si interseca fra 120 isole collegate da oltre 400 ponti, e sulla quale si svolge gran parte della vita cittadina. Una presenza che crea, in simbiosi con l'impianto urbano rimasto pressoché inalterato dal XIII secolo, un paesaggio e un insieme di atmosfere d'inesprimibile fascino. Attirano turisti e visitatori anche celebri manifestazioni quali il Carnevale, la Regata storica in Canal Grande, la Festa del Redentore e quella dell'Ascensione, e rassegne culturali di prestigio come la Biennale d'Arte, la Mostra internazionale del cinema e il premio letterario Campiello. |
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2.URBANISTICA E LUOGHI DÌ INTERESSE
Classici spazi di autocelebrazione della città sono il
Canal Grande e la monumentale area marciana: il primo,
una sfilata ininterrotta di palazzi (tra i quali il
rinascimentale Vendramin-Calergi, la barocca Ca' Pesaro
sede dei Musei d'arte moderna e d'arte orientale, la
sfarzosa Ca' d'Oro, del XV secolo ma rimaneggiata nel
XIX, con la pregevole galleria Franchetti, la barocca
Ca' Rezzonico, sede del Museo del Settecento veneziano)
che si conclude con la chiesa di Santa Maria della
Salute, capolavoro secentesco di Baldassarre Longhena;
la seconda, una zona storica vistosamente qualificata
dalla Basilica di San Marco, dal Palazzo Ducale e dalla
Libreria Sansoviniana, cosiddetta perché edificata (nel
XVI secolo) da Jacopo Sansovino. Altro luogo di
interesse, oltre al Museo Correr (di fronte alla
Basilica), con opere perlopiù di scuola veneta, è nel
sestiere di San Marco la gotica chiesa di Santo Stefano
(tele di Tintoretto).
Nell'adiacente sestiere di Castello sono da citare la vivace Riva degli Schiavoni e le chiese di San Zaccaria e Santa Maria Formosa, entrambe del XV-XVI secolo; ma soprattutto il campo dei Santi Giovanni e Paolo (San Zanipòlo per i veneziani), con l'omonima, grandiosa basilica gotica (XIII-XV secolo) e due bellissime opere rinascimentali del Quattrocento: il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni e la Scuola grande di San Marco, oggi ospedale civile. Vicina, ma nel sestiere di Cannaregio, è la splendida chiesa rinascimentale di Santa Maria dei Miracoli, mentre più a nord-ovest, in un suggestivo ambiente periferico, si trova quella tre-quattrocentesca della Madonna dell'Orto (dipinti di Tintoretto, che vi è sepolto).Dall'altra parte del Canal Grande, nel sestiere di San Polo, sono smaglianti episodi della cultura artistica veneziana, tra il XIV e il XVI secolo, la gotica chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, con due capolavori di Giovanni Bellini e di Tiziano, e la cinquecentesca Scuola grande di San Rocco, interamente affrescata e dipinta da Jacopo Tintoretto (1564-1587). A sud, nel sestiere di Dorsoduro, a imporsi all'attenzione è invece la grande pittura: del Veronese a San Sebastiano; di Bellini, Giorgione, ancora del Veronese, Tiziano, Tintoretto e altri grandi maestri alle Gallerie dell'Accademia; dei più qualificati esponenti dell'arte moderna e contemporanea nella raffinata collezione Peggy Guggenheim (tra gli italiani, Giacomo Balla, Giorgio de Chirico, Marino Marini, Gino Severini, Emilio Vedova). Infine, a chiusura di una rassegna comunque incompleta, vanno ricordate due classici monumenti di Andrea Palladio, la chiesa del Redentore (del 1577-1592) alla Giudecca e quella di San Giorgio Maggiore sull'isola omonima, nonché la bella chiesa dei Santi Maria e Donato (XII secolo) a Murano e l'affascinante complesso romanico di Santa Maria Assunta e Santa Fosca sulla solitaria isola di Torcello. Nel 1987 Venezia e la laguna sono state dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità (WHS). |
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3. LA STORIA
Fondata secondo leggenda nel 421,
in realtà formatasi progressivamente tra il VI e il VII
secolo sull'arcipelago lagunare dopo l'invasione
longobarda, e poi cresciuta come città mercantile tra l'VIII
e l'XI secolo in forza di una flotta che si cimentò a
più riprese nell'Adriatico, con dalmati e musulmani –
cominciò con la quarta crociata (1202-1204), allestita
con navi veneziane che il doge Enrico Dandolo riuscì a
dirottare alla conquista di Costantinopoli e al
conseguente ottenimento del monopolio dei traffici con
il Levante. Raggiunto il rango di potente Repubblica
marinara, Venezia continuò a rafforzarsi, superando
indenne (nonostante la sconfitta di Kurčola nel 1298) il
duro scontro con Genova e consolidando il proprio
assetto istituzionale nella forma di un governo
aristocratico e autoritario, ma rispettoso della
struttura repubblicana. Nel XV secolo, spinta dalla
crisi del Ducato di Milano che fece seguito alla morte
di Gian Galeazzo Visconti (1402), intraprese
l'espansione in terraferma, estendendo i suoi domini
prima in Lombardia fino all'Adda nel 1428, poi in Istria
nel 1451, in Puglia e in Romagna nel 1504, ma la
disfatta subita ad Agnadello nel 1509 per opera dei
francesi della Lega di Cambrai ne ridimensionò
bruscamente le ambizioni. La contrazione dei traffici
nel Mediterraneo e la crescente potenza turca, frenata
ma non arrestata dalla vittoria della Lega Sacra a
Lepanto nel 1571, resero irreversibile la riduzione
della sfera d'influenza politica ed economica della
Serenissima, che andò accentuandosi – pur nei fasti
mondani della vita cittadina – nel XVII e XVIII secolo.
Occupata dalle truppe francesi e ceduta all'Austria nel
1797, a questa tornò nel 1814 dopo la parentesi del
Regno italico di Napoleone. L'eroica insurrezione
antiaustriaca del 1848-49 fu il preannuncio del
passaggio di Venezia nel 1866, all'indomani della terza
guerra d'indipendenza, al Regno d'Italia di Vittorio
Emanuele II. Da allora, se è continuamente cresciuto il
ruolo della città come polo culturale e turistico tra i
più prestigiosi in assoluto, è cresciuta anche – e in
misura sempre più preoccupante negli ultimi decenni – la
precarietà dei suoi fragili equilibri socio-ecologici. |
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